A volte sembra che alcune delle persone che conosciamo siano nate con il dono di saper guidare, dirigere, organizzare, motivare o comandare le azioni altrui. Si tratta dei leader, di quegli individui che ricoprono un ruolo ai vertici, che sia di gruppi sociali, politici o professionali. Ci sono molte caratteristiche che identificano la psicologia dei leader, e comprenderne i diversi stili di leadership e le dinamiche può essere importante per sapersi confrontare con loro e raggiungere il successo insieme.
La psicologia dei leader
Per poter riconoscere e collaborare con leader bisogna conoscerne la psicologia. Non tutti ovviamente sono uguali, ma tendenzialmente gli atteggiamenti dei diversi tipi di leader si basano su delle caratteristiche facilmente identificabili. Per esempio, queste persone presentano buone abilità sociali, un’empatia bilanciata, un buon intuito e aspetti simili.
Certo, c’è da sottolineare che non tutte le persone che si pongono come guida posseggono davvero le capacità necessarie per assumere quel ruolo. Dall’altro lato, una persona considerata un buon leader per un determinato gruppo non è detto che lo sia per gruppi differenti, perché può darsi che certe caratteristiche e obiettivi vadano bene solo in certi ambiti.
È interessante notare come, perché nasca un nuovo leader, sia stato visto storicamente che è necessario che si crei un vuoto di potere o una situazione di instabilità del potere preesistente.
I cinque tipi di leader identificati in psicologia
Al giorno d’oggi non esiste una classificazione univoca delle diverse tipologie di leader. Quello che è certo è che ci sono certi aspetti e tratti psicologici che accomunano una buona fetta della personalità di queste persone e che le vedono suddividere in una classificazione di cinque macro-tipi, con punti di forza e debolezza.
Il leader autoritario
Il leader autoritario è noto per prendere decisioni rapide e assertive, intervenendo sempre nelle questioni. Questo tipo di leader è spesso efficace in situazioni di crisi, poiché è capace di assumere il controllo e guidare il gruppo attraverso momenti difficili. Tuttavia, può riscontrare resistenza da parte dei membri del team avendo una comunicazione tendenzialmente unidirezionale, quindi non ascoltando le loro opinioni e non tenendo conto delle loro idee.
La psicologia di questo leader prevede anche che egli senta un sentimento di superiorità nei confronti delle persone che dirige, quindi in caso di gruppi molto preparati tale leadership risulta poco efficace.
Il leader democratico
I leader democratici coinvolgono i membri del team nelle decisioni e favoriscono un ambiente collaborativo. Questo stile di leadership promuove la bidirezionalità comunicativa, con un continuo ricorso alla consultazione delle opinioni del gruppo.
Al contrario di quello autoritario, un leader democratico è un’ottima guida per un gruppo preparato. Il fatto di sentirsi ascoltati, infatti, può aumentare la motivazione e l’interesse dei membri, oltre a portare a una maggiore collaborazione.
Questa tipologia di leadership viene spesso applicata nei sistemi politici occidentali, ma anche in contesti sociali particolari; un esempio di leader democratico è Nelson Mandela.
Il leader permissivo
Si definisce leader permissivo un individuo che porta avanti una leadership cosiddetta di delega. Tale guida mette al centro le esigenze dei membri del gruppo e lavora per gestirne l’attività, distribuendo gli incarichi (quindi delegando) tra le varie persone. Tale dinamica prevede quindi che ci sia una comunicazione efficace nel gruppo, che spesso è formato da membri preparati e motivati tra cui si crea un rapporto di supporto e fiducia reciproca. Dunque, il compito di questo tipo di leader è dare indicazioni e assicurarsi che queste vengano seguite in maniera efficiente. Il punto debole della leadership di delega sono le situazioni in cui è richiesto un intervento diretto del leader: se questo non si presenta o non riesce a imporsi quando è necessario, il sistema potrebbe vacillare.
Il leader trasformazionale
I leader trasformazionali sono noti per la loro capacità di ispirare e motivare il team a raggiungere risultati eccezionali, partendo spesso da un compito da svolgere. Risultano quindi abili nel promuovere il cambiamento e l’innovazione; il loro intento è raggiungere gli obiettivi senza mettere da parte altri valori secondari del gruppo (per esempio, creare un clima positivo, prendersi cura di se stessi e dell’ambiente di lavoro, ecc.). Per questo, tali leader peccano quando sono così focalizzati sulla visione da finire per trascurare i dettagli operativi e la gestione quotidiana.
Il leader transazionale
La leadership transazionale sembra simile a quella trasformazionale, a differenza che può trascurare l’atmosfera e la cooperazione del gruppo. Questo perché quello che interessa a un leader transazionale è il mero raggiungimento dell’obiettivo e svolge un ruolo motivazionale per il gruppo, arrivando a ricompensare o castigare i membri a seconda del loro impegno. Tale focus sugli obiettivi può dunque andare a ledere i rapporti umani all’interno del gruppo, creando un certo grado di competitività. Nonostante questo, il leader transazionale è efficace nel guidare procedimenti lunghi e complessi, in cui il gruppo potrebbe finire per perdere la motivazione. Si pensi, per esempio, agli allenatori di calcio.