Metacognizione è una parola chiave nella didattica, e non solo. Sempre più spesso, infatti, la si tira in ballo, nei campi più diversi. Le strategie metacognitive sono consigliate per supportare gli alunni nella memorizzazione e nell’apprendimento e si possono utilizzare già nella scuola dell’infanzia. Sono pressoché essenziali per aiutare i bambini affetti da disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), ma la loro utilità si estende anche a studenti che non hanno problemi cognitivi. Il termine si deve a John H. Flavell, studioso della memoria, il quale aveva bisogno di una parola per definire l’insieme dei compiti sovraordinati dell’attività cognitiva. Egli utilizzò la parola metacognizione per evidenziare la conoscenza che il soggetto possiede circa i propri processi e contenuti di pensiero, nonché per portare alla luce strumenti intrinsechi strategici e di controllo, ovvero le modalità attraverso cui l’individuo è in grado di esercitare un’autorità su di essi.
I processi di apprendimento
La popolarità delle strategie metacognitive si deve alla loro trasversalità rispetto al programma di apprendimento. Non sono modi di rapportarsi alla comprensione che funzionano soltanto in alcune materie, bensì possono essere prestati alle più svariate discipline. Sono tecniche relative allo sviluppo delle conoscenze su propri processi cognitivi – tra cui troviamo attenzione, memoria e comprensione. Lo sfruttamento della metacognizione, oggi, costituisce un’area rilevante nei contesti di apprendimento, e anche in quelli educativi. È capace di potenziare la conoscenza e la sua acquisizione attraverso l’utilizzo efficace di strategie per l’assimilazione di contenuti disciplinari e abilità specifiche. La metacognizione spinge gli alunni a studiare con consapevolezza di quanto stia capitando; vuole che imparino a imparare.
Per raggiungere questo obiettivo si cercano di attivare, consapevolmente, le capacità e procedure volte ad acquisire un metodo di apprendimento efficaci, spendibile in contesti differenti e situazioni nuove. Esiste un profondo legame tra processi metacognitivi e prestazione legata all’apprendere. Tra le possibili modalità di azione troviamo, ad esempio, quella di usare una strategia in base alla quale il soggetto possa decidere di affrontare un’attività in un certo modo, piuttosto che in un altro. La differenza la farà la consapevolezza del suo stile di apprendimento. Nel momento in cui ci si trova ad affrontare un compito cognitivo, infatti, tendenzialmente si compiono una serie di valutazioni che riguardano la stima della difficoltà del compito stesso, la previsione del tempo necessario per svolgerlo, la quantità di risorse che verranno impiegate, il monitoraggio dell’esecuzione, l’anticipazione del risultato e la valutazione dello stesso.
Pertanto, le competenze metacognitive sviluppano nell’alunno la consapevolezza di quanto stia facendo, del perché lo faccia, di quando e come sia più opportuno farlo.
Strategie metacognitive da mettere in campo in classe (e non solo)

Le strategie metacognitive sono molto importanti per l’apprendimento. Esiste una didattica che si concentra sul loro insegnamento e sull’utilizzo più efficace di queste tecniche. Le tre principali strategie che si possono mettere in campo sono pianificazione, monitoraggio e valutazione dell’apprendimento.
- Pianificare significa definire con chiarezza gli obiettivi dell’apprendimento. Dopo averlo fatto, si decide in che modo sia bene raggiungerli e come si possano valutare i progressi. Per esemplificare, potremmo tratteggiare il ritratto di uno studente chiamato a scrivere un saggio. Un’adeguata pianificazione per tale compito potrebbe essere ricercare le fonti coerenti, definire la tesi da esporre e, infine, organizzare al meglio la struttura del testo.
- Monitorare vuol dire valutare continuamente i propri progressi, nonché il proprio livello di comprensione. Questo può includere verificare la comprensione durante la lettura di un testo, rivedere quanto si è scritto nella stesura di un saggio o ricontrollare le risposte date svolgendo un’attività in classe.
- Valutare è una sorta di riflessione autocritica relativa all’esperienza di apprendimento. Si danno voti alla propria comprensione, alle proprie capacità e anche alle strategie messe in campo. È un’operazione che gli studenti non sono abituati a fare, poiché concepiscono la valutazione come un compito pressoché esclusivo dell’insegnante.
Queste strategie metacognitive possono essere insegnate e integrate nelle attività di apprendimento in classe. Il docente può esporle esplicitamente, fornendo istruzioni dettagliate su come pianificare, monitorare e valutare l’apprendimento. Oppure, può farne uso richiedendo agli studenti di riflettere sulle proprie strategie di apprendimento e valutazione. L’insegnante può anche fornire feedback regolari agli studenti su pianificazione, monitoraggio e valutazione dell’apprendimento. Un giudizio strategico sulle strategie impiegate può aiutare moltissimo lo studente che fa regolarmente uso della propria metacognizione.
Implementare la metacognizione e le strategie metacognitive
Per iniziare a implementare a scuola una didattica di questo tipo, i docenti devono valutare il livello di conoscenza metacognitiva degli studenti e pianificarne l’implementazione in modo graduale. Il primo passo è presentare un’idea di metacognizione specifica e mostrare come possa essere utilizzata per migliorare l’apprendimento. Ciò può essere fatto attraverso la presentazione di esempi o discutendo casi reali in cui gli studenti hanno utilizzato la metacognizione per migliorare le loro prestazioni.
Successivamente, si insegnano le diverse strategie metacognitive, attraverso esempi specifici e coinvolgendo gli studenti in attività pratiche. È possibile pianificare il metodo di studio in vista di un esame, o valutare le prestazioni degli alunni in una prova precedente. Per facilitare l’implementazione della didattica metacognitiva in classe si possono creare quaderni di lavoro metacognitivo. Saranno particolarmente utili per incoraggiare gli studenti a riflettere sulla propria educazione e sui processi utilizzati per acquisirla. In questo percorso, i docenti farebbero bene a rendere gli alunni consapevoli dei propri processi di apprendimento, utilizzando strategie metacognitive in modo autonomo. È bene coinvolgere gli studenti nella definizione degli obiettivi di comprensione e nella pianificazione delle attività di studio. La didattica metacognitiva rende l’alunno molto più consapevole dei propri processi di apprendimento.



