vuoto


Recensione al film “La donna di Gilles” di Frédéric Fonteyne

isa…o meglio la donna di Gilles – ché non sembra avere una propria individualità esistendo in funzione dell’esistere di lui – pare vivere per tutta la storia una dimensione di solitudine e di vuoto; vuoto espresso dai dialoghi assai scarni della coppia, scandito dalla preparazione dei pasti, dall’occuparsi delle gemelle, dai lavori domestici; attraverso l’inesorabile trascorrere e ripetersi delle stagioni all’interno di una natura che, per mezzo dei colori esprime un senso che, forse a lei è negato.


Fra Joyce, Proust, Freud

Pasquale Pisseri - 17 Settembre 2021 - - Nessun commento
Fra Joyce, Proust, Freud

La psicanalisi non nasce in un vuoto culturale: se da un lato si ispira all’ideologia positivistica, cercando una legittimazione scientifica, dall’altro prende forma e fa in qualche modo da cerniera in una fase storica in cui l’interesse del mondo della cultura e della creatività si rivolge all’esame dell’interiorità, alla soggettività anche irrazionale e inconscia, al suo declinarsi nel tempo.