dialoghi


Recensione al film “La schivata” di Abdellatif  Kechiche

Lo sfondo di questa storia di adolescenti è la periferia parigina con i suoi grandi, freddi palazzi e gli sterili spazi verdi. Il paesaggio è quasi unico spettatore, compaiono pochissimi adulti e non sempre sono individui rassicuranti. La madre di uno dei protagonisti, Abdelkrim chiamato Krimo la vediamo in un paio di brevi scene: in una stira, in un’altra dorme sul divano davanti al televisore logorata forse da una giornata di lavoro. Non sembra avere molta influenza sul figlio; il padre è in carcere così come altri padri della zona, di cui si fa appena cenno.


Recensione al film “La donna di Gilles” di Frédéric Fonteyne

isa…o meglio la donna di Gilles – ché non sembra avere una propria individualità esistendo in funzione dell’esistere di lui – pare vivere per tutta la storia una dimensione di solitudine e di vuoto; vuoto espresso dai dialoghi assai scarni della coppia, scandito dalla preparazione dei pasti, dall’occuparsi delle gemelle, dai lavori domestici; attraverso l’inesorabile trascorrere e ripetersi delle stagioni all’interno di una natura che, per mezzo dei colori esprime un senso che, forse a lei è negato.