L'ascolto e l'ostacolo. Psicoanalisi e Musica  

(Fausto Petrella, Jaka Book, 2018)

Scritto da Marianna Dotta

 

Sabato 22 giugno, presso il Centro Convegni La Tolda di Varazze, si è svolta la presentazione del libro di Fausto Petrella dal titolo “L’ascolto e l’ostacolo. Psicoanalisi e musica”. Credo che definire quello che abbiamo vissuto partecipando alla mattinata come una semplice presentazione sia riduttivo. Si è trattato invece di un’esperienza molto particolare, ricca di contenuti e di emozioni, all’interno della quale Fausto Petrella è riuscito a trasmettere la sua grande passione per la musica in relazione alla sua capacità clinica e competenza in tema di psicopatologia.

Clicca qui per vedere i video dell'evento:

https://www.youtube.com/watch?v=h55_jcUXDBk&list=PLtg3Sgf3e1JpYwLkLanbYT5gSXuaKejnt&index=48&t=0s

https://www.youtube.com/watch?v=Ou0sJl-C3T0&list=PLtg3Sgf3e1JpYwLkLanbYT5gSXuaKejnt&index=48

https://www.youtube.com/watch?v=Q4Oojjvl3Ls&list=PLtg3Sgf3e1JpYwLkLanbYT5gSXuaKejnt&index=49

 https://www.youtube.com/watch?v=wbqJhxaMoZQ&list=PLtg3Sgf3e1JpYwLkLanbYT5gSXuaKejnt&index=50

 

Esattamente come Fausto Petrella considera la musica un’esperienza ricca e complessa, che necessita di frequentazione, voglia, e piacere per essere capita, così gli spazi lasciati alla produzione musicale della chitarra di Claudio Bocchi della Pesci in Barile Band e del flauto di Marco Bortoletti hanno stimolato e aiutato le persone in sala a provare ad ascoltare e comprendere in modo diverso, in un clima carico di significato.

Grazie agli interventi di Maurizio Peciccia, Federico Russo e Caterina Vecchiato infatti, i numerosi racconti personali di esperienze vissute, emersi con semplicità e spontaneità, hanno permesso a chi ascoltava di immedesimarsi e di riflettere sulle proprie esperienze personali legate alla musica ma anche e soprattutto rispetto alla pratica clinica, lasciando spazio a suggestioni e riflessioni su quanto siano importanti, nella musica come in psichiatria, concetti come il dialogo, l’ascolto, il tempo, lo studio, l’intuizione, il sentire. Concetti che è compito nostro mettere in pratica ogni giorno con i nostri pazienti.

Personalmente sono cresciuta con un pianoforte a muro in camera da letto, amico e nemico a seconda dei periodi, compagno di studi e oggi nuova fonte di riflessione e spunto critico.