I gatti amano le streghe

di Monica Carnovale


Ho sempre pensato che C. fosse una strega. Il suo intuito testardo, il suo modo di concentrarsi su se stessa quando stava male, il suo apparente distacco da tutto ciò che le stava intorno, le donava un qualcosa di misterioso ed irraggiungibile difficile da spiegare.

Diffidente e curiosa, sapeva tutto ma non diceva niente. Dignitosa e silenziosa anche nel dolore.

C. è morta stamattina dopo una lunga malattia.

In silenzio, nel sonno.

Fino a stamattina ho creduto potesse essere invulnerabile, ho sempre pensato che la sua forza avesse potuto sconfiggere il male. Non voleva essere malata, non voleva medicine, non voleva medici intorno.

Solo negli ultimi giorni si è rassegnata al destino ed ha accettato la fine.

Silver lo sapeva,lo sentiva.

Silver è rimasto sul suo letto settimane.

Dormiva con lei, guardandola con i suoi occhi gialli.

Stamattina Silver era lì, sul suo letto vuoto.

I compagni di Caup sono addolorati.

Anche loro pensavano che C. fosse un po’ speciale.

Che grande dimostrazione di dignità e ricchezza d’animo mi hanno dato stamattina...

In giornate confuse e tragiche come queste, il dramma dell’esistenza ha preso il sopravvento su tutto il resto.

Quieta adesso, cara C., nessun medico e nessuna medicina ti perseguiteranno più.

Ed anche la Legge, che ti ha imbrigliato per tanti anni, si inchina nel rispetto.

Silver mi ha detto che eri la sua preferita...

Ma io lo sapevo già.