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Arte e Cura

7 Giugno 2022
5 commenti
Arte e Cura

Ho voglia di parlare del bel numero del Vaso di Pandora “Arte e cura” (edizione cartacea), anche se  tanto ricco di stimoli e suggestioni che non potrei pretendere di commentarlo, aggiungendo qualcosa di significativo. Ma mi piace annotare qualcosa sui rapporti, anche conflittuali, fra scrittura  – in particolare alfabetica – e arte, cui Caterina ha accennato rimandando anche a Carlo Sini con la sua critica di un “eurocentrismo” e “logocentrismo” fra loro collegati in una pretesa di validità assoluta e astorica.

 Credo valga la pena ricordare anche la comune origine della scrittura e della creazione artistica nonché la loro divaricazione alquanto remota, che certo ormai le ha allontanate l’una dall’altra. Quell’opera d’arte molto ispirata al corpo che è stata la testa di toro stilizzata, creata un tempo  da ignoti artisti, è divenuta la lettera “alfa”, atta a registrare per iscritto ed evocare un certo suono,  e priva ormai di riferimenti alla sua origine; analoga la nascita di altre lettere, che hanno perso la dimensione naturalistica per divenire stilizzate e stereotipate.  Hanno così meglio risposto a esigenze di chiarezza definitoria utile al ragionamento logico, pagando il prezzo della presa di distanza da una naturalità emotivamente pregnante. Quanto alla scrittura ideografica, il percorso è stato in parte diverso: il segno, incaricato di definire non un suono ma un oggetto, una “cosa”, si è necessariamente fatto complicato e tendenzialmente  evocativo, mantenendo in qualche modo l’aspetto di  un’opera d’arte, sia pure anch’essa molto stereotipata e stilizzata. 


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5 risposte.

  1. roberta ha detto:

    bello… bentornato Lino!

    1. Pasquale Pisseri ha detto:

      grazie!

  2. Caterina Vecchiato ha detto:

    Grazie Lino. Mi associo al ben tornato con il tuo lucido e costruttivo pensiero! L’argomento della scrittura è di grandissimo interesse …da continuare

  3. Pasquale Pisseri ha detto:

    Musil, 1925: “il terreno sperimentale degli sforzi contemporanei per emancipare lo spirito umano dall’intelletto e ricondurlo a un rapporto diretto con la creatività … Ma se guardiamo indietro di qualche decennio, constatiamo che già allora era in pieno sviluppo lo stesso tentativo di rivolta dell'”anima” contro le pastoie dell'”intelletto”. Questa rivolta mirava ad aiutare l’anima a esprimersi in modo più diretto di quello consentito dalla parola, ormai svuotata e irretita nelle strettoie del concetto”.

  4. salvatore nocera bracco ha detto:

    non posso fare a meno di associare, dentro questo binomio Arte e Cura, il senso che gli antichi davano alla parola Medicina, soprattutto i latini, dentro la cui cultura, erede e prosecuzione di quella greca, si è sviluppata la nostra Mediterraneità: Ars Medicina … qui la Parola non è mai sconnessa dalla voce che la pronuncia, e anzi la scrittura, in quanto “tradizione”, diventa molto più creativa e curante, e dunque “avvicinante” all’interno delle relazioni umane, quanto più è trascrizione di Voci …

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