Anni fa...

 
Sono passati 40 anni...
Già, mi sono laureato in medicina e chirurgia nel 1978, non avevo ancora 25 anni...
Il tempo è trascorso rapido, fortunatamente sono riuscito a realizzare molte delle mie idee in ambito psichiatrico con particolare riferimento  alla terapia di comunità ed oggi mi ritrovo a riflettere sui risultati e sulle prospettive di una specialità medica (la psichiatria appunto) per la quale il tempo non sembra essere trascorso: i nostri maestri sono morti, ma non mi pare esserci nulla di nuovo concretamente in grado di dare un apporto ben definito al processo di cura e guarigione della malattia mentale (vogliamo chiamarla cosí?).
 
In altri campi la medicina e la chirurgia hanno fatto passi da giganti: l'aspettativa di vita è salita di 15 anni grazie alla prevenzione precoce ed alla cura mirata di varie malattie, la ricerca in campo farmacologico ed il progresso tecnologico hanno mutato radicalmente le prognosi di molte patologie.
 
Mi direte che la bassa componente tecnologica della nostra specialità ci penalizza: d’accordo; mi ricorderete che tutto sommato abbiamo dei nuovi farmaci antipsicotici (il più recente ha più di 10 anni), mi ricorderete i concetti di recovery e resilienza: certamente. 
 
E le neuroscienze dove le mettiamo? Il punto di incontro tra cervello e psiche, tra nervi e affetti.
 
E’ da lì che bisogna partire, è lì che bisogna concentrarsi.
 
Tutto vero; in fondo i nostri pazienti sono trattati meglio, meno esclusi più riconosciuti, sempre sofferenti ma di una sofferenza più esprimibile e più comprensibile, in fondo gli psichiatri sono un poco medici e un poco sacerdoti di una disciplina complessa e affascinante che rischia sempre di essere banalizzata da interventi repressivi e falsamente solidali che mal tollerano il “non poter sapere", il "non poter vedere”e il dover intervenire a tutti i costi.
 
Sono passati 40 anni
da quando la legge 180 è stata promulgata...-...-...